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Plane Spotters Bari - Spottare a Bucarest

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Bucharest è una delle capitali europee più belle e riccche di storia con un aeroporto ben serveto da variegate compagnie sia major che low-cost. Ovviamente, come ogni aeroporto, ha appassionati spotters che lo frequentano.


L'attività di plane-spotting è ufficialmente riconosciuta e regolamentata dalla locale autorità aeroportuale la quale, sul proprio portale web, pubblica le necessarie istruzioni per poter effettuare, in totale sicurezza, lo spotting.
Leggiamo che i fotografi professionisti e dilettanti hanno posti dedicati dove possono scattare foto.
Allo scopo di regolamentare l'attività senza creare, per esempio, allarmismi, gli aerei possono essere ripresi solo nell'area pubblica situata nelle vicinanze dell'aeroporto, previa identificazione e permessi di accesso rilasciati dall'amministrazione aeroportuale che è non complesso richiedere e che possono avere anche i cittadini non rumeni.
Quello dell'aeroporto di Bucarest è uno dei tanti esempi di come in molti paesi dell'Unione(e qui parliamo di un ex aderente al Patto di Varsavia), gli spotters godano della giusta considerazione da parte delle locali autorità aeroportuali, consce, evidentemente, della importanza di questi appassionati e del loro prezioso contributo alla promozione degli scali.
Purtroppo, in Italia, riuscire a scardinale l'atavica diffidenza dell'autorità nei confronti di chiunque non sia controllabile, costituisce un problema a cui, nonostante gli sforzi di tutti noi appassionati, non si riesce a trovare una soluzione se non in limitatissimi casi(vedi - fiinalmente- la decisione di SEA di istituire degli spotting point a Malpensa di cui riferiamo QUI).
Vi è anche da dire che i gruppi spotter non hanno mai pensato di creare un coordinamento nazionale con l'obiettivo preciso di parlare con una voce unica. Ogni associazione si è sempre mossa in proprio. C'è chi è riuscito ad ottenere il pieno riconoscimento, chi parziali aperture e chi, invece, è ancora costretto quasi a nascondersi per evitare problemi con la sicurezza aeroportuale o con le forze dell'ordine.
Nell'era in cui una applicazione di massa come google maps, arriva a fotografare da satellite anche le facce dei passeggeri di un aereo sull'APRON, sono quasi ridicole le obiezioni che qualche autorità solleva all'attività degli spotters.
Da parte nostra continua lo sforzo, parzialmente ripagato dobbiamo ammettere, di far comprendere alla direzione di Aeroporti di Puglia che rendere ancor più facile l'attività di spotting, costituisce un veicolo di promozione per lo scalo.

Photo credits:Robert Dumitrescu

Maggiori info su come ottenere i permessi:

https://www.bucharestairports.ro/cnab/en/plane-spotting

Bucharest è una delle capitali europee più belle e riccche di storia con un aeroporto ben servito da variegate compagnie sia major che low-cost. Ovviamente, come ogni aeroporto, ha appassionati spotters che lo frequentano. L'attività di plane-spotting è ufficialmente riconosciuta e regolamentata dalla locale autorità aeroportuale la quale, sul proprio portale web, pubblica le necessarie istruzioni per poter effettuare, in totale sicurezza, lo spotting. Leggiamo che i fotografi professionisti e dilettanti hanno posti dedicati dove possono scattare foto. Allo scopo di regolamentare l'attività senza creare, per esempio, allarmismi, gli aerei possono essere ripresi solo nell'area pubblica situata nelle vicinanze dell'aeroporto, previa identificazione e permessi di accesso rilasciati dall'amministrazione aeroportuale che è non complesso richiedere e che possono avere anche i cittadini non rumeni. Quello dell'aeroporto di Bucarest è uno dei tanti esempi di come in molti paesi dell'Unione(e qui parliamo di un ex aderente al Patto di Varsavia), gli spotters godano della giusta considerazione da parte delle locali autorità aeroportuali, consce, evidentemente, della importanza di questi appassionati e del loro prezioso contributo alla promozione degli scali. Purtroppo, in Italia, riuscire a scardinale l'atavica diffidenza dell'autorità nei confronti di chiunque non sia controllabile, costituisce un problema a cui, nonostante gli sforzi di tutti noi appassionati, non si riesce a trovare una soluzione se non in limitatissimi casi(vedi - fiinalmente- la decisione di SEA di istituire degli spotting point a Malpensa di cui riferiamo QUI). Vi è anche da dire che i gruppi spotter non hanno mai pensato di creare un coordinamento nazionale con l'obiettivo preciso di parlare con una voce unica. Ogni associazione si è sempre mossa in proprio. C'è chi è riuscito ad ottenere il pieno riconoscimento, chi parziali aperture e chi, invece, è ancora costretto quasi a nascondersi per evitare problemi con la sicurezza aeroportuale o con le forze dell'ordine. Nell'era in cui una applicazione di massa come google maps, arriva a fotografare da satellite anche le facce dei passeggeri di un aereo sull'APRON, sono quasi ridicole le obiezioni che qualche autorità solleva all'attività degli spotters. Da parte nostra continua lo sforzo, parzialmente ripagato dobbiamo ammettere, di far comprendere alla direzione di Aeroporti di Puglia che rendere ancor più facile l'attività di spotting, costituisce un veicolo di promozione per lo scalo. Photo credits:Robert Dumitrescu Maggiori info su come ottenere i permessi: https://www.bucharestairports.ro/cnab/en/plane-spotting  


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