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Plane Spotters Bari - Si possono fotografare gli aerei?

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PREMESSA


Si possono fotografare gli aerei? 
La risposta si traduce a sua volta in un’ulteriore domanda: che aerei vuoi fotografare? Dove li vuoi fotografare?
Da questo quesito discendono tutta una serie di considerazioni e ragionamenti che vogliamo provare a sviluppare in articolo.

PARTE PRIMA - GLI AEREI MILITARI


1 - Partiamo da un principio cardine dell’ordinamento, il famoso brocardoUbi lex voluit dixit, ubi noluit tacuit”(Dove la legge ha voluto ha detto, dove non ha voluto ha taciuto).
Non esiste nella nostra legislazione, una legge che vieti di fotografare aeromobili(aerei -  elicotteri - mongolfiere - palloni aerostatici - droni). Non esistendo la legge, quindi, per il principio sopra menzionato dovrebbe essere sempre consentito fotografarli.
In realtà la questione, come detto, è complessa e tentare di ricondurla ad unicità è davvero arduo.
1.1 - Si discute sovente, specie negli ambienti degli appassionati di fotografia di aerei, dell’esistenza del famoso R.D 1161/1941 il quale negli allegati intitolati “Elenco delle materie di carattere militare, o comunque concernenti l'efficienza bellica del paese, di cui nell'interesse della sicurezza dello Stato deve intendersi vietata la divulgazione di notizie”, contiene una serie di prescrizioni sul divieto divulgare notizie sui ...mezzi e aeromobili in assegnazione, ... programmi navali ed aeronautici; caratteristiche del progetto; ...costruttive, di armamento, di allestimento e funzionamento dei mezzi (carri armati, navi, velivoli); ....dati fondamentali relativi ad essi (velocità, autonomia, protezione, stabilità, potenza degli apparati motori) ed al loro impiego;.... ...funzionamento … per la scoperta e la difesa subacquea ed aerea;... sugli apparati fotografici:, ... sulle sistemazioni aeronautiche a bordo delle navi da guerra e da commercio;.... 
Per “divulgare notizie”, intesa nella sua accezione più ampia, va compresa anche la ripresa fotografica(o video).
Questo R.D., però, risulta abrogato dall'art. 2268 del D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66(Codice dell'ordinamento militare) e le relative norme abolite non sono state recepite nella nuova legge. 
1.1.1 - Stiamo parlando, ovviamente, di aeromobili militari e qui la questione diventa spinosa. 
Vengono invocati, spesso, gli artt. 256 e 261 del codice penale.
Recita l’art. 256 : Chiunque si procura notizie che, nell'interesse della sicurezza dello Stato [268] o, comunque, nell'interesse politico, interno o internazionale, dello Stato, debbono rimanere segrete è punito con la reclusione da tre a dieci anni. 
Agli effetti delle disposizioni di questo titolo, fra le notizie che debbono rimanere segrete nell'interesse politico dello Stato sono comprese quelle contenute in atti del Governo, da esso non pubblicati per ragioni d'ordine politico, interno o internazionale.
Se si tratta di notizie di cui l'autorità competente ha vietato la divulgazione, la pena è della reclusione da due a otto anni.
Si applica la pena dell'ergastolo se il fatto ha compromesso la preparazione o l'efficienza bellica dello Stato, ovvero le operazioni militari [259-262].
L’art. 261 prescrive: Chiunque rivela taluna delle notizie di carattere segreto indicate nell'articolo 256 è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni.
Se il fatto è commesso in tempo di guerra, ovvero ha compromesso la preparazione o l'efficienza bellica dello Stato [268] o le operazioni militari, la pena della reclusione non può essere inferiore a dieci anni.
Se il colpevole ha agito a scopo di spionaggio politico o militare, si applica, nel caso preveduto dalla prima parte di questo articolo, la pena dell'ergastolo; e, nei casi preveduti dal primo capoverso, la pena dell'ergastolo.
Le pene stabilite nelle disposizioni precedenti si applicano anche a chi ottiene la notizia.
Se il fatto è commesso per colpa, la pena è della reclusione da sei mesi a due anni, nel caso preveduto dalla prima parte di questo articolo, e da tre a quindici anni qualora concorra una delle circostanze indicate nel primo capoverso. 

La norma è chiara, ma nelle discussioni in cui vengono opposti, come argomentazioni, questi due articoli, spesso dimentichiamo un fattore fondamentale: per esserci il reato deve esserci il dolo. Vuol dire che se un ragazzino, piuttosto che uno spotter, riprende un aereo in assetto da battaglia mentre decolla, non può certamente essere imputato e, tantomeno, condannato ai sensi degli articoli del codice penale sopra menzionati, se non viene provata la dolosità dell’atto.

1.2 - Ma, come sempre, la prudenza e la stretta osservanza delle prescrizioni locali(es. l’esistenza di indicazioni circa il divieto di fotografare o l’imposizione delle autorità militari e di polizia che proibiscono l’attività di foto ripresa), devono indurre chiunque ad avere un atteggiamento responsabile quando si tratta di aeromobili militari, specie se ci troviamo nelle zone aeroportuali. 
1.2.1 - Vi è una norma specifica, e più precisamente l’art. 6 c.4 del DPCM n. 7 del 12.06.2009, la quale vieta l’introduzione nelle caserme, da parte di terzi estranei ai suddetti luoghi, di ...macchine da ripresa e registrazione ...suscettibile di compromettere la riservatezza, segretezza e sicurezza dei luoghi. 
Pur non essendo menzionate le aree esterne, va da sé che è opportuno considerare, per esempio, le perimetrali degli aeroporti militari alla stregua dei luoghi stessi.
In questo caso la sanzione per chi è còlto, in tali luoghi o in loro prossimità, in possesso ingiustificato di mezzi idonei a commettere delitti di spionaggio politico o militare, ovvero procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, è da uno a cinque anni di reclusione.
Vi è, inoltre, la necessità di evitare la diffusione del materiale fotografico e, quindi, di sottoporlo a sequestro per analizzare più compiutamente il contenuto. In questo caso la norma che appare applicabile è quella contenuta nell’art. 354 codice di procedura penale.
1.3 - Le conseguenze dell'inosservanza delle prescrizioni dell’autorità militare(quando non si incorre nella violazione più grave di cui al punto 1.2.1) e di polizia, vanno ricercate, in assenza di una legge specifica, nella norma generale e più precisamente nel dispositivo dell’art. 650 del codice penale il quale prescrive: Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall'Autorità) per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d'ordine pubblico o d'igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato [337, 338, 389, 509], con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a euro 206.
2 - Ma se l’aereo che fotografiamo è in volo e non siamo in zona aeroportuale? 
Valgono, comunque, i princìpi sopra enunciati, ossia quelli della sicurezza nazionale e dell’ordine pubblico, ma, in assenza di questi, specie se chi effettua le riprese lo fa a solo scopo ludico, nessuna proibizione, inibizione o sequestro possono essere imposti.
Tutto quanto fin qui detto, va, ovviamente coordinato con le norme a tutela della privacy. 
La protezione dei dati personali impone che nessuna persona può vedersi pubblicata una fotografia o videoripresa in cui è ritratto, senza il suo consenso tranne quando ci si trova in luoghi pubblici o aperti al pubblico ed in una situazione con la presenza di più soggetti e che la fotografia o la videoripresa non si soffermi su qualcuno in particolare.
CONCLUSIONE
In conclusione possiamo affermare che non è generalmente vietato fotografare gli aerei militari tranne in particolari circostanze di luogo e situazioni. 
Soccorre questa affermazione il fatto che spesso e volentieri, decine di migliaia di persone riprendono le nostre frecce tricolori in occasioni di manifestazioni pubbliche, oppure gli enti militari aeronautici organizzano open day con l’accesso alle basi di civili ovvero, ancora, diano specifiche autorizzazioni ai giornalisti o agli spotters di effettuare foto o video all’interno degli aeroporti. 
Vi è anche da dire che oggi un regime generalizzato di proibizione di fotografia degli aerei militari, sarebbe risibile quanto inutile. Basti una breve ricerca in rete per rendersi conto di quante centinaia di migliaia, se non milioni, di fotografie di aerei militari in tutti gli assetti possibili ed immaginabili vi si possono trovare. È altrettanto ovvio, però, che se una legge esiste o una prescrizione viene impartita, il fatto che sia stata violata od ignorata o non trovi corrispondenza in altre parti del territorio nazionale o internazionale, non giustifica la sua violazione.
Sarebbe auspicabile una regolamentazione chiara, non solo per chi fotografa, ma anche e diremmo soprattutto, per coloro i quali sono deputati a vigilare sulla sicurezza e sull’ordine pubblico. Ciò perché, i primi siano consapevoli dei loro diritti e dei loro doveri ed i secondi non siano costretti ad inventarsi norme o leggi inesistenti solo perchè, magari, hanno “sentito dire” che fotografare un Typhoon è vietato.(segue)

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