Stampa

Plane Spotters Bari - Che aeroporto immaginiamo?

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

 

 

In questi giorni è stato dato vasto eco alla notizia dei lavori di rifacimento ed allungamento della pista dell'aeroporto di Bari – Palese. Il nostro aeroporto ha “movimentato” lo scorso anno 4.686.016 passeggeri(fonte Assaeroporti) con un +8,4% rispetto al 2016.

Il brillante risultato è frutto di politiche dei trasporti ben coniugate con quelle turistiche. Se pensiamo che solo fino a qualche anno fa il traffico(e la conseguente mobilità) aereo del nostro aeroporto era di limitatissima capacità, non vi è chi non veda gli indubbi vantaggi di tali politiche.
Ma! Il nostro è un bell'aeroporto, la nuova ala dei gates spaziosa, luminosa e attrezzata, ma è una galera. 
Una volta superati i controlli sicurezza si entra nella c.d. “area sterile”, cioè l'area in cui chi vi sosta è stato controllato onde scongiurare si portino a bordo degli aeromobili, strumenti o manufatti atti ad offendere o arrecare danno alla sicurezza del volo.
Si dirà che si tratta di aspettare pochi minuti in attesa dell’imbarco. Spesso, purtroppo, non è così e l'attesa in alcuni casi si protrae per diverse ore per le cause più disparate. Allora non c'è verso di uscire all'aria aperta a meno di lasciare la zona imbarchi e ritornarci(ovviamente dopo aver rifatto il controllo sicurezza) al momento della partenza.
Quello che ci preme evidenziare, però, è un'altro aspetto.
Il nostro bellissimo aeroporto è un aeroporto “mordi e fuggi”. Chi accompagna un parente o un amico, scarica in tutta fretta bagagli e passeggeri, e via fuori di corsa! Questa, si comprende con facilità, non è una buona cosa.
Rendere fruibile lo scalo non solo per arrivi e partenze, ma anche solo semplicemente per affacciarsi sul piazzale a salutare chi parte come si faceva una volta(e si fa tuttora in tutti gli scali moderni del mondo), o per portare il proprio figliolo ad ammirare la meraviglia di un aereo, consentirebbe al nostro aeroporto di fare un ulteriore salto di qualità.
Insomma, che senso hanno le campagne mediatiche se poi uno in aeroporto ci va solo per partire o recuperare una persona in arrivo? A Londra, piuttosto che a Francoforte o Ginevra, l'aeroporto è un luogo di aggregazione, di divertimento, una maniera alternativa per trascorrere il tempo libero che, oltretutto, crea economia per le società di gestione.
È facilmente intuibile che aprire lo scalo anche a chi non deve partire o arrivare, potrebbe risultare vantaggioso per lo stesso.

In tutto il mondo gli aeroporti sono aperti e disponibili verso coloro che per passione vanno a fotografare o vedere atterrare e partire gli aerei.

Aeroporti che mettono a disposizione i loro spazi sulle terrazze(addirittura guadagnandoci con il pagamento di accesso o con la vendita di prodotti), creano pedane accessibili ai disabili e che sovrastano le reti di recinzione(dove esistono perché, ad esempio ad Amsterdam non esistono reti).
Non serve un grande sforzo per comprendere che ciò sarebbe possibile anche da noi. Basta affacciarsi sulla rotonda del cimitero di Palese, per vedere quanta gente vi staziona, specie di sabato o domenica, per pura curiosità.
Ci vuole molto trasformare tutto ciò in un ulteriore segno di efficienza del nostro aeroporto?